TELEVISITA O TELECHIACCHIERATA?

È ORA DI CONOSCERE E ADERIRE ALLE RACCOMANDAZIONI UFFICIALI PER UNA TELEMEDICINA RIGOROSAMENTE AUTORIZZATA.

I medici italiani, con netto ritardo rispetto ai loro colleghi europei, stanno scoprendo i servizi di telemedicina. 

La Telemedicina, cioè l’erogazione di una visita specialistica tra un medico ed un paziente anche a grandissima distanza, presenta numerose possibilità applicative.  Le esigenze dei professionisti sono infatti ampie e molto diversificate ad esempio per il Medico di Medicina Generale, il Pediatra del territorio, i medici ospedalieri o dei poliambulatori per i quali è urgente trovare nuove risposte ai vecchi bisogni di facilità di accesso e di continuità assistenziale. 

E’ dimostrato dai dati di numerosi Paesi che, per le caratteristiche dei bisogni delle persone e delle famiglie che affrontano il tema della genetica, la Telemedicina sia particolarmente utile. Consente infatti di facilitare, anche in urgenza, la consulenza pre-test, il colloquio specialistico di commento ed interpretazione dei test genetici generati dal laboratorio.

 Si pensi ad esempio alla diagnosi prenatale, quando vi è da assistere una donna/coppia  riguardo decisioni cruciali sulla gravidanza fornendo informazioni e riferimenti tempestivamente.

Oppure alla diagnosi pre-impianto, prima della decisione di trasferire una blastocisti con anomalie cromosomiche di valenza incerta.

Ma si pensi anche all’ambito oncologico, alla decisione di sottoporsi o meno a test predittivi, percorso che richiede un sostegno informativo approfondito, spesso ripetuto.

 Attraverso le piattaforme dedicate, in modo analogo all’ambulatorio tradizionale, operano esclusivamente medici specialisti in genetica medica, che sono in possesso dei requisiti e gli psicologi psicoterapeuti.

Per realizzare servizi degni di fiducia da parte dei professionisti e della popolazione, serve però un approccio pragmatico sul piano tecnologico ed organizzativo ma anche rigoroso sul piano della pratica medica e della tutela della sicurezza, con soluzioni che devono essere autorizzate dalle Istituzioni sanitarie (ATS).

Alle soglie della normalizzazione dopo l’epidemia Covid 19, molti si interrogano sulle motivazioni del ritardo dell’inserimento di questi servizi nell’ambito istituzionale nel nostro Paese.

E soprattutto non emerge ancora chiaramente una consapevolezza dei medici e degli utenti riguardo le caratteristiche intrinseche della prestazione sanitaria da remoto, affinché sia chiaro che ogni altra forma di tele-collegamento medico-paziente, quali ad esempio i portali di informazioni sanitarie, i social network, i forum, i newsgroup, la  posta elettronica o altro non possa essere definita telemedicina. Sono in realtà modi illeciti e intrinsecamente rischiosi di connessione tra un professionista ed un paziente, accettabili  solo durante l’emergenza sanitaria legata al Covid e a causa dell’impreparazione delle strutture sanitarie nell’implementare questa risorsa.

Ora che questa emergenza è finita, bisogna finanziare e costruire le piattaforme  di Telemedicina con criteri autorizzativi.

La normativa sui servizi di telemedicina in realtà, ha una storia abbastanza lunga in Italia, purtroppo disattesa. Secondo il documento di indirizzo del Ministero della Salute (2014) e il documento del 2020 di Regione Lombardia (delibera XI/3528 del 5 agosto 2020), i servizi di Telemedicina sono assimilati a qualunque servizio sanitario diagnostico/ terapeutico purchè le piattaforme  autorizzate per garantire questi servizi, consentano l’erogazione della visita specialistica o del consulto, tramite il ricorso a tecnologie specifiche, (Information and Communication Technologies o ICT) , assolutamente sicure e tracciabili dal punto di vista clinico (referto) e amministrativo.

E’ indubbio che la prestazione in Telemedicina non potrà (e non dovrà) mai sostituire  la visita tradizionale e il  rapporto in presenza tra il  medico e il paziente, ma la può integrare, rafforzare, riducendo le barriere della distanza, il dispendio di tempo e facilitando l’erogazione in urgenza.

Quali sono i quesiti della popolazione che giungono al portale delle Televisite di un medico, specialista in genetica?

Tanti si rendono conto che, a seguito dello sviluppo tecnologico senza precedenti che ha caratterizzato la genetica di laboratorio negli ultimi 10 anni, sono cresciuti i bisogni clinici ed informativi della popolazione in ambito genetico.

  • Bisogno di individuare la causa dei difetti congeniti e soprattutto le condizioni con una base genetica esclusiva o parziale.
  • Desiderio di conoscere l’entità della propria probabilità di ammalare per coloro che hanno familiarità positiva e urgenza di definire il rischio riproduttivo in vista di una gravidanza.
  • Aumento della necessità della popolazione di orientarsi nella complessità dei test genetici nei diversi ambiti clinici (preconcezionale, prenatale, neonatale, età adulta e terza età) associata alla necessità di orientarsi nella giungla dei test genetici venduti direttamente alla popolazione attraverso il web o gestiti via mail o via WhatsApp…

Tutti questi bisogni, ad oggi in gran parte disattesi per una sproporzione tra i servizi clinici del SSN, i servizi di laboratorio e la popolazione afferente ad un determinato territorio possono trovare una potenziale risposta tramite l’erogazione di televisite autorizzate.

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