| DESCRIZIONE DEL PROGETTO |
| Poliziotti della Questura di Milano hanno incontrato bambini di V elementare e raccontato le loro esperienze, gli episodi di violenza vissute all’interno e all’esterno degli stadi, le difficoltà e la pericolosità del loro lavoro durante i servizi di ordine pubblico. Il tutto ha umanizzato la la loro immagine e reso il poliziotto un amico, sostenitore dello sport pulito e garante di tutti, bambini in primis. Con il supporto dell’Ufficio Scolastico Provinciale sono state coinvolte tutte le scuole elementari di Milano: ad oggi hanno aderito 35 scuole per un totale di 1600 bambini. Gli incontri si sono svolti nella sala dello Stadio Meazza di San Siro per consentire ai ragazzi di visitare il museo Milan/Inter. I servizi di trasporto Scuola/San Siro/Scuola sono stati effettuati da ATM con la collaborazione degli insegnanti. In ogni scuola è stata definita una giornata in cui un istruttore della FIGC e uno psicologo hanno condotto giochi sportivi. E' stato organizzato un concorso tra tutte le classi aderenti al progetto. Ogni classe dovrà consegnare entro e non oltre il 28 di aprile 2008 al Forum della Solidarietà, un elaborato nel quale sono tenuti ad inserire una poesia, una ricerca, un disegno su un episodio di violenza che li hanno maggiormente colpiti e proporre le loro soluzioni. La premiazione degli elaborati ritenuti più significativi saranno fatte dai rappresentanti istituzionali in occasione dell’evento conclusivo finale. In questa occasione saranno premiati anche gli striscioni più originali che ogni classe preparerà per adornare l’Arena. I bambini di V elementare diventeranno comunicatori del messaggio di non violenza nello sport: nel mese di maggio 2008 andranno in tutte le altre classi (dalla I alla IV) e racconteranno ciò che hanno appreso dagli agenti della Polizia di Stato e dall’istruttore della Figc distribuendo biglietti gratuiti per l’evento conclusivo all’Arena civica di Milano. Stima bambini coinvolti a livello scolastico 9.000. Grazie alla disponibilità della Questura, abbiamo esteso il progetto agli Oratori milanesi agli Enti di Promozione Sportiva e alle Società Sportive di base. La Figc ha organizzato un torneo “Un calcio alla violenza” al quale hanno aderito 40 squadre. Ciascuna di loro, nel mese di aprile incontrerà con le proprie famiglie, gli agenti della Polizia di Stato. Le finalissime di questo torneo convoglieranno nell’evento conclusivo: Arena Civica di Milano - il 25 maggio 2008. Oltre a tutte le finali e relative premiazioni, questa giornate prevede una partita di calcio le cui squadre saranno composte dagli agenti della polizia contro la nazionale artisti TV (personaggi di Vivere, Cento Vetrine, L'Isola dei Famosi, Uomini e Donne, Striscia la Notizia, etc,...) e avranno come capitani un giocatore dell’Inter e uno del Milan. Ma non solo...concerto dei CARTOON FAMILY. Testimonial campagna di comunicazione: KWAKU del programma MODELAND. Stima partecipanti: 15.000 persone. |
| MOTIVAZIONI E OBIETTIVI |
| Il progetto “Un calcio alla violenza” nasce da una serie di riflessioni scaturite dalla tragica morte dell’Ispettore di Polizia di Stato Filippo Raciti (Catania, 2 febbraio 2007); riflessioni e preoccupazioni che vengono, purtroppo, avvalorate ed amplificate dai gravissimi incidenti di questi giorni, comunque connessi a manifestazioni calcistiche, in cui ha perso tragicamente la vita un giovane tifoso, Gabriele Sandri, è stata assaltata una caserma di polizia e si sono verificati gravi disordini in città come Milano, Bergamo, Roma e Taranto. Le tifoserie, sia con gli striscioni negli stadi sia attraverso i siti, si combattono come “nemici” e così gli scontri, all’interno e all’esterno degli impianti sportivi, sono all’ordine del giorno: tanto che è sempre allarme rosso e il Viminale è diventato il vero dominus del calcio con il divieto di vendita dei biglietti di ingresso, con la militarizzazione degli stadi e con la Polizia in assetto di guerra. E’ necessario quindi restituire al gioco del calcio un clima di sicurezza e di serenità, ma le gabbie di protezione e i tornelli da soli non bastano! Occorre ritrovare il dovere dell’educare, inculcando i valori della convivenza civile nei tanti giovani ridotti a isole solitarie, che preferiscono essere inglobati nelle truppe d’assalto allo stadio. Occorre insegnare che il calcio non è sinonimo di odio, di rancore, di vendetta, di violenza: è gioco, festa, divertimento, lealtà, solidarietà, correttezza e rispetto reciproci; e che i poliziotti, al di là della divisa, sono persone, genitori, fratelli, che non esitano a difenderci e a proteggerci. A loro deve andare il ringraziamento e la riconoscenza degli sportivi e dei tifosi che frequentano gli stadi nonché delle famiglie. Il disagio giovanile non può e non deve essere ascritto ipocritamente alle istituzioni, alle società di calcio, allo Stato; dobbiamo tutti assumerci la responsabilità delle devianze giovanili e riconoscere l’infondatezza e la vanità delle nostre sicurezze: in fin dei conti ai nostri figli non potrà succedere mai, perché sono quelli degli altri a minacciare o sopprimere la vita di un uomo! Istituzioni, società calcistiche, forze dell’ordine, mass media e supporto familiare, insieme, potranno garantire la prevenzione e la repressione dei fenomeni di violenza e consentire la vittoria dello Sport e dei suoi valori universali. L’obiettivo del Progetto è quindi quello di infondere nei giovani, sin dalla scuola elementare, i sentimenti di amore per lo sport, di ripudio della violenza, di solidarietà e di fratellanza con le forze dell’ordine. Questo progetto getta un seme di speranza, e offre un coordinamento straordinario tra tutti gli Enti Istituzionali e rappresentativi del Mondo calcistico per il raggiungimento di un obiettivo comune: dare “un calcio alla violenza” e sostenere la crescita sana dei bambini. |
| RISULTATI ATTESI |
| “Cosa farai da grande?” si usava chiedere un tempo ai ragazzini sulla soglia dello sviluppo, cercando di decifrare le loro inclinazioni per il futuro. “Cosa fare per far crescere i bambini in modo sano?” é la domanda alla quale questo progetto intende rispondere promuovendo una sinergia indispensabile tra tutti gli Enti Istituzionali, i bambini e le loro famiglie. Lo sport ha una grande responsabilità nelle sue mani. Limitarsi a essere fabbrica di tornei e catena di montaggio di aspiranti campioni non risponde più ai bisogni e alle attese della società. Oggi lo sport, pur con tutti i crismi tecnici, è concepito dalla gente come un diritto che sta alla pari con altri fondamentali diritti sociali, un modo per dare risposte a bisogni tutt’altro che estemporanei e facoltativi, come il bisogno di salute, di socializzazione, di libertà, di integrazione, di un rapporto equilibrato e felice con la corporeità e con l’ambiente. La violenza, gli atti vandalici, i comportamenti illeciti devono essere debellati sin dal loro concepimento nella mente dei piccoli. “Uscire dall’infanzia” e diventare “grande” e prevenire giocando con chi deve garantire una sana crescita: questo è il risultato che il Progetto vuole raggiungere avvalendosi della collaborazione e dell’entusiasmo di tutti gli Enti coinvolti e utilizzando strumenti ludici per attirare l’attenzione dei bambini. |
| RESPONSABILE DEL PROGETTO Dr.ssa Beatrice Di Virgilio |
| Progetto promosso dal Forum della Solidarietà e realizzato in collaborazione con: |
| Questura di Milano - F.I.G.C. - Settore Giovanile e Scolastico della Lombardia - Ufficio Scolastico Provinciale di Milano - A.C. Milan - F.C. Inter - Coni - Comitato provinciale di Milano Con il patrocinio e il sostegno di: - Comune di Milano - Regione Lombardia - Provincia di Milano - Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive - AICS - UISP - CSI e dei Media Partners: - Gazzetta dello Sport - Periodici San Paolo - Telenova - Animundi Con il contributo di: - Fondazione Cariplo - Bertelé - Essere Benessere - Norda - ATM Spa - Virginio Srl - Ge Commercial Finance - Noiros |







